
Titolo: Powerless. Potere e inganno
Autrice: Lauren Roberts
Editore: Newton Compton Editori
Serie: The Powerless Trilogy vol.1
Genere: Fantasy
Costo Ebook: 4,99€
Costo Cartaceo: 9,40€
Data di pubblicazione: 28 maggio 2024
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Trama
Preda e cacciatore. Uniti dal destino. Combattenti straordinari, eccezionali e forti, solo gli Eletti sono degni del reame di Ilya. Da decenni possiedono poteri inimmaginabili, che hanno acquisito dopo essere sopravvissuti alla Peste. Gli altri, gli Ordinari, sono solo un incomodo. Quando questi ultimi vengono messi al bando da un decreto reale che dichiara l’assenza di abilità prodigiose un crimine, Paedyn Gray si trasforma in una fuorilegge e in una ladra per necessità. Sopravvivere nei bassifondi da Ordinaria non è per nulla semplice, ma Paedyn sa il fatto suo: sin da bambina, è sempre stata una grande osservatrice, grazie agli insegnamenti del padre. Perciò si finge un’Eletta per sopravvivere e tenersi fuori dai guai. Più facile a dirsi che a farsi. Un giorno, per caso, Paedyn salva uno dei principi di Ilya ed è costretta a partecipare al Torneo di Epurazione: una competizione brutale nella quale gli Eletti sfoggiano le loro capacità, proprio ciò che manca a Paedyn. Qualora riuscisse a uscirne viva, come potrà celare la verità al principe di cui si è innamorata?
Recensione
Lo so, arrivo con un anno abbondante di ritardo, ma sono QUI!
Questo romanzo è il primo che leggo dell’autrice e ci sono incappata grazie a Barbarazza, un po’ l’ho amata e un po’ l’ho maledetta durante questa lettura, perché?
Mi sono ritrovata davanti l’ennesima saga, ma gioisco in quanto l’ultimo volume uscirà a breve!
Il nostro Powerless è un fantasy con la EFFE MAIUSCOLA. Abbiamo tutti gli elementi necessari per renderlo un romanzo accattivante e che ti trascina letteralmente dall’inizio alla fine.
Girovagando sul Booktok ho trovato numerose critiche, che però non mi sento di seguire. Una delle principali riguarda quella sorta di cliché legato ad altri grandi romanzi come Hunger Games e La regina rossa, saga che mi ha profondamente delusa, ma andiamo avanti.
Sì, ci sono dei richiami, ma l’autrice è riuscita a dargli un qualcosa in più che la classifica, a mio parere, al di sopra delle critiche.
Questo fantasy ci porta nel regno di Ilya nel quale, in seguito ad un’epidemia di Peste, si sono create due fazioni: Gli Eletti, coloro che hanno sviluppato poteri che li hanno resi inevitabilmente superiori e gli Ordinari, gente comune che cerca di sopravvivere come può. Tra quest’ultimi si sviluppa la storia di Paedyn, ladra orfana che divide la sua vita in compagnia della sua migliore amica. Un giorno come tanti, inconsapevolmente, rapina e poi salva la vita a un affascinante Eletto, che, ovviamente, è proprio il nostro bel principe. Kai. Una parola e ho detto tutto. Non serve aggiungere altro. Giuro.
Le loro strade si scontrano di nuovo al Torneo di Epurazione: una violenta competizione nella quale gli Eletti si mettono in mostra sfoggiando le proprie capacità soprannaturali. Ricordate che Pae di poteri non ne ha.
Dilungarmi un po’ in questa presentazione è stato necessario per farvi comprendere le similitudini sopra citate, ma è qui che le cose cambiano. Pae è uno dei due punti di forza del romanzo, l’altro è sicuramente Kai. La protagonista femminile non è la classica eroina di cui abbiamo letto che vuole fare del bene a tutti i costi, dal cuore puro che si batte per un’ideale, lei è una sopravvissuta e come tale fa delle scelte a volte discutibili, perché vuole vivere. Le importa solo di pochi, ma per quei pochi darebbe tutto. FINALMENTE, basta con eroine che si sacrificano per il bene comune, vogliamo qualcuno in cui identificarci. Non cattivo, ma umano. Nel Pov di Pae è stato bello vedere i suoi demoni interiori, la sua difficoltà a capire di chi fidarsi davvero, la sua tenacia nel difendere chi ama e la sua evoluzione.
Dall’altro lato c’è KAI, un’assassino dall’infanzia, un personaggio grigio, che a tratti mostra due aspetti differenti di sé. Il loro intrecciarsi ha dato vita a tantissimi scleri, ve lo giuro. Devo avvisarvi però, di spicy ce n’è davvero….ZERO.
Ne ho sentito la mancanza? In dei momenti ero un pelino frustrata, ma devo ammettere che le evoluzioni e le scene cariche di tensione hanno colmato benissimo il divario e la mancanza di contatto.
Sì, lo ammetto.
All’interno troviamo moltissimi altri personaggi, alcuni dichiarano apertamente il loro essere, altri restano ancora in una sorta di limbo difficile da classificare, ma sono certa che non sarà nulla di scontato, l’autrice ribalta le situazioni in un attimo.
Nonostante questo sia un primo libro più introduttivo i colpi di scena di certo non mancano, ancora non mi riprendo dal finale, che caspiterina! Mi è piaciuto moltissimo, ora sono in attesa del secondo e devo dire che lo stile della Lauren Roberts mi ha decisamente fatta innamorare.
A presto
Mik


