Per tutti coloro che trovano l'amore tra le pagine di un libro

CAPITOLO 10: Maybe Now-Colleen Hoover

PROLOGO

**CAPITOLO 10 (RIDGE)**

Sono al lavandino a scolare la pasta, e sto osservando Sydney che cammina per la cucina e il soggiorno indicando le cose e segnandole. La correggo quando sbaglia, ma ha quasi sempre ragione. Indica la lampada e segna lampada. Poi il divano. Il cuscino, il tavolo, la finestra. Indica l’asciugamano sulla sua testa e segna asciugamano.

Quando annuisco, lei sorride e si toglie l’asciugamano dalla testa. I capelli umidi le ricadono sulle spalle e ho immaginato più volte di quanto vorrei ammettere il loro odore fresco di doccia. Vado verso di lei e la stringo tra le braccia , premendo il viso contro la sua testa così posso inalare il suo odore.

Poi torno ai fornelli, lasciandola in piedi nel soggiorno, a guardarmi come se fossi strano. Alzo le spalle mentre verso la salsa Alfredo nella padella dei noodles. Qualcuno mi afferra la spalla da dietro e so immediatamente che si tratta di Warren. Lo guardo.

“C’è n’è abbastanza anche per me e Bridgette?”

Non so perché non l’abbiamo fatto nell’appartamento di Sydney. È molto più tranquillo laggiù per me e non riesco nemmeno a sentire. Posso solo immaginare quanto sia più tranquillo per Sydney. “C’e n’è molta”, segno, rendendomi conto di quanto ho bisogno di portare Sydney ad un vero appuntamento. Ho bisogno di tirarla fuori da questo appartamento. Lo farò domani. La porterò domani ad un appuntamento di dodici ore. Pranzeremo, poi andremo al cinema e poi a cena e non dovremo assolutamente vedere Warren e Bridgette.

Sto prendendo il pane all’aglio dal forno, quando Sydney si precipita in bagno. All’inizio, mi preoccupa la sua corsa, ma poi mi ricordo che i nostri telefoni sono ancora sul mobile. Starà ricevendo una telefonata.

Torna un momento dopo in cucina con il telefono all’orecchio. Sta ridendo mentre parla con qualcuno. Probabilmente sua madre.

Voglio incontrare i suoi genitori. Sydney non mi ha raccontato molto su di loro, a parte il fatto che suo padre è un avvocato e sua madre è sempre stata una casalinga. Ma lei non sembra spenta quando parla con loro. Voglio incontrare i suoi genitori, i suoi cugini, le sue zie, i suoi zii. Le uniche persone che ho incontrato nella sua vita sono Hunter e Tori e mi piacerebbe dimenticare di averlo fatto.

Sydney mi sorride e segna, “Mamma” mentre indica il telefono. Fa scivolare il mio dall’altra parte del bancone. Premo il pulsante home e vedo che ho una chiamata persa e un messaggio vocale. È raro che riceva telefonate perché tutti quelli che mi conoscono sanno che non posso rispondere al telefono. Solitamente ricevo solo messaggi di testo.

Apro la mia app voicemail per leggere la trascrizione, ma dice, “Trascrizione non disponibile”. Metto il telefono in tasca e aspetto che Sydney finisca la sua telefonata. Le farò semplicemente ascoltare la segreteria telefonica e mi farà sapere cosa dice.

Spengo il fornello e il forno e sistemo i piatti sul tavolo, insieme alle pentole con il cibo. Warren e Bridgette appaiono magicamente non appena la cena è pronta. Sono come un orologio.

Scompaiono quando è il momento di pulire o pagare le bollette, ma si presentano ogni volta che c’è del cibo da mangiare. Se mai si trasferiranno, moriranno entrambi di fame.

Forse dovrei essere io a trasferirmi. Lasciare a loro questo appartamento e fargli vedere quanto è divertente dover pagare le bollette in tempo. Uno di questi giorni lo farò. Mi trasferirò con Sydney, ma non ancora. Non fino a quando non ho incontrato tutti nella sua famiglia e non fino a quando non avrà avuto la possibilità di vivere da sola per un po’ come ha sempre desiderato.

Sydney termina la sua telefonata e si siede a tavola accanto a me. Faccio scorrere il mio telefono verso di lei e indico la segreteria telefonica. “Puoi ascoltarlo?”

Questo pomeriggio mi ha chiesto di iniziare a segnare tutto quello che le dico, quindi lo faccio. L’aiuterà a imparare più velocemente. Afferro il piatto mentre ascolta la segreteria e lo riempio con la pasta. Prendo un pezzo di pane all’aglio e lo metto di fronte a lei, proprio mentre lei si allontana il telefono dall’orecchio.

Fissa lo schermo per un secondo e poi guarda Warren prima di guardarmi. Non ho mai visto questo sguardo sul suo viso prima d’ora. Non sono sicuro di come leggerlo. Sembra esitante, preoccupata e in qualche modo malata e non mi piace.

“Cosa c’è?”

Mi ripassa il telefono e prende il bicchiere d’acqua che ho preparato per lei. “Maggie,” dice, costringendo il mio cuore a fermarsi. Dice qualcos’altro, ma non lo segna e io non sono in grado di leggere le sue labbra. Alzo gli occhi su Warren che segna tutto ciò che Sydney ha appena detto.

“Era l’ospedale. Oggi Maggie è stata ricoverata.”

Tutto si ferma, più o meno. Dico più o meno perché Bridgette sta ancora riempiendo il suo piatto di cibo, ignorando tutto quello che sta succedendo.

Lancio ancora un’occhiata a Sydney che sta prendendo un sorso della sua acqua, evitando il mio sguardo. Dò un’occhiata a Warren e lui mi sta fissando come se dovessi sapere cosa fare.

Non so perché si stia comportando come se fosse una mia scelta dirigere questa scena. Maggie è anche sua amica. Lo guardo in attesa e poi dico, “Chiamala”.

Sydney mi guarda, io la sto ancora fissando e non ho la minima idea di come gestire questa situazione. Non voglio sembrare troppo preoccupato, ma non esiste che io scopra che Maggie è in ospedale e non sia preoccupato. Ma sono altrettanto preoccupato di come questo faccia sentire Sydney. Sospiro e allungo la mano sotto il tavolo per prendere la sua mentre aspetto che Warren contatti Maggie.

Sydney fa scivolare le dita nelle mie, ma poi appoggia l’altro braccio sul tavolo, coprendosi la bocca con la mano. Rivolge la sua attenzione a Warren, proprio mentre si alza e inizia a parlare al telefono. Lo guardo e aspetto. Sydney lo guarda e aspetta. Bridgette raccoglie una porzione enorme di pasta con il suo pane e prende un boccone.

La gamba di Sydney sta rimbalzando su e giù. Il mio battito va ancora più veloce della sua gamba. La conversazione di Warren sta continuando e sembra non avere fine. Non so cosa si stiano dicendo, ma nel bel mezzo della conversazione, Sydney sussulta e poi tira via la mano dalla mia e si scusa alzandosi dal tavolo. Mi alzo per seguirla, proprio mentre Warren riattacca il telefono.

Ora sono nel mezzo del salotto a correre dietro a Sydney, ma Warren inizia a segnare. “Oggi è svenuta in uno studio medico, la terranno sotto osservazione per la notte.”

Sospiro di sollievo. I ricoveri a causa del suo diabete sono lo scenario migliore. È quando contrae un virus o un raffreddore che di solito finiscono per volerci settimane per il suo recupero.

Posso dire dallo sguardo sul viso di Warren che non ha ancora finito di parlare. C’è qualcosa che non ha detto. Qualcosa che ha detto a Maggie che ha sconvolto abbastanza Sydney da farla andare via. “Che altro c’è?”, gli chiedo.

“Stava piangendo”, dice. “Sembrava…spaventata, ma non ha voluto dirmi altro, le ho detto che saremmo andati da lei.”

Maggie ci vuole là.

Maggie non ci vuole mai là. Crede sempre di disturbarci.

Deve essere successo qualcos’altro.

Mi copro la bocca con la mano, i miei pensieri congelati.

Mi giro per andare in camera da letto, ma Sydney è in piedi sulla soglia con le sue scarpe e la sua borsa sulla spalla. Se ne sta andando.
“Mi dispiace”, dice. “Non me ne vado perché sono arrabbiata, ho solo bisogno di elaborare tutto questo.” Agita la mano in modo disinvolto attorno alla stanza, poi la lascia ricadere lungo il fianco. Non se ne va, però. Rimane semplicemente lì, confusa.

Mi avvicino a lei e le prendo il viso tra le mani perché anch’io sono confuso. Stringe appena gli occhi quando premo la fronte contro la sua. Non so come gestire questa situazione. Ho così tanto da dirle ma i messaggi non sono abbastanza veloci e non sono sicuro di poter dire tutto ciò che voglio dire o che tutto ciò che dico possa essere comprensibile anche a lei. Mi allontano e le afferro la mano, poi la riporto al tavolo.

Faccio cenno a Warren di aiutarci a comunicare se avessimo bisogno di lui. Sydney si siede sulla sedia e io spingo la mia per essere proprio di fronte a lei. “Stai bene?”

Sembra perplessa su come rispondere a questa domanda. Quando finalmente lo fa, non riesco a capirla, quindi Warren segna per me. “Ci sto provando, Ridge, lo sto facendo davvero.”

Solo vedere il dolore che prova mentre parla la rende la mia unica attenzione. Non posso lasciarla così. Guardo Warren. “Puoi andare da solo?”

Sembra deluso dalla mia domanda. “Ti aspetti che io sappia cosa fare?”, alza le mani per la frustrazione. “Non puoi smettere di esserci per lei solo perché hai una nuova ragazza. Siamo tutto ciò che Maggie ha e lo sai.”

Sono altrettanto frustrato dalla risposta di Warren tanto quanto lo sono della mia. È ovvio che non smetterò di essere lì per Maggie. Solo che non so come essere sia lì per lei che qui per Sydney in questo momento. Non ho davvero pensato al futuro quando Maggie e io ci siamo lasciati. E penso che neanche lei ci abbia pensato. Ma Warren ha ragione. Che razza di persona sarei a voltare le spalle alla ragazza che ha dipeso esclusivamente da me negli ultimi sei anni quando si sta trattando delle sue necessità mediche? Cavolo, sono ancora il suo contatto d’emergenza. Questo dimostra quanto abbia bisogno di un sistema di supporto nella sua vita. E non posso mandare Warren da solo. Non può nemmeno prendersi cura di se stesso, tanto meno di Maggie. Sono l’unico che conosce i suoi bisogni clinici. La sua intera storia medica.
I farmaci che prende, i nomi di tutti i suoi medici, cosa fare in caso di emergenza, come far funzionare l’attrezzatura respiratoria che ha a casa sua. Warren sarebbe perso senza di me.

Come se i pensieri di Sydney fossero sulla stessa linea dei miei, lei parla con Warren e lui segna per me. “Che cosa fai normalmente quando questo succede?”

“Normalmente quando succede, Ridge va da lei. A volte andiamo entrambi, ma Ridge ci va sempre. L’aiutiamo a tornare a casa, a prendere le sue prescrizioni, assicurarsi che si sia sistemata, lei si arrabbia perché non pensa di aver bisogno di aiuto e dopo un giorno o due, di solito ci costringe a tornare a casa, la stessa routine che abbiamo avuto da quando suo nonno non ha più potuto badare a lei. ”

“Non ha nessun altro?”, chiede Sydney. “Genitori? Fratelli e sorelle? Cugini? Zie, zii, amici? Un postino davvero affidabile?”

“Ha dei parenti che non conosce molto bene che vivono fuori dallo Stato, nessuno che potrebbe andare a prenderla all’ospedale e nessuno che sappia nulla su come gestire la sua condizione medica. Non come lo sa Ridge”

Sydney sembra esasperata. “Davvero non ha nessun altro?”

Scuoto la testa. “Ha trascorso tutto il suo tempo concentrandosi sul college, i suoi nonni e il suo fidanzato per sei anni. Siamo letteralmente tutto ciò che ha.”

Sydney assimila la mia risposta e poi annuisce lentamente, come se stesse cercando di capire. Ma so che è tanto da sopportare. Probabilmente ha passato gli ultimi mesi cercando di convincere se stessa che Maggie e io non saremmo tornati insieme. Dubito che abbia però pensato abbastanza avanti da rendersi conto che anche se Maggie ed io non stiamo più insieme, sono ancora colui che l’assiste quando non è nella posizione di prendersi cura di se stessa.

So che tollera i messaggi occasionali, ma poiché Maggie non ha avuto episodi negli ultimi mesi, questa parte della mia nuova amicizia tra me e Maggie deve ancora essere esplorata. Sono stato così concentrato nel farmi dare una possibilità da Sydney, che non mi è mai venuto in mente fino a questo momento che lei potrebbe non essere d’accordo.

La consapevolezza mi colpisce con il peso di mille mattoni. Se Sydney non è d’accordo con tutto questo, dove andremo a finire? Sarò in grado di allontanarmi completamente da Maggie, sapendo che non ha nessun altro? Sydney mi metterebbe davvero nelle condizioni di scegliere tra la sua felicità e la salute di Maggie?

Le mie mani iniziano a tremare. Sento la pressione provenire da tutti i lati. Afferro la mano di Sydney e la faccio alzare in piedi, poi continuo a tenergliela mentre la porto in camera mia. Quando chiudo la porta, mi ci appoggio contro e tiro Sydney al petto, stringendola, spaventato a morte nel sapere che mi sta mettendo in una situazione impensabile. E non la biasimerei. Chiederle di essere a favore di una relazione così insolita con la ragazza di cui sono stato innamorato per sei anni significa praticamente chiederle di essere eroica.

“TI amo” dico. È l’unica cosa che ho la forza di dire adesso. Sento che lei mi segna le parole contro il petto. Si aggrappa a me e io mi aggrappo a lei e poi sento che inizia a piangere tra le mie braccia. Premo la mia guancia sulla sua testa e la stringo, desiderando di togliere ogni grammo di dolore che sente nel cuore in questo momento. E potrei. Potrei mandare un messaggio a Maggie proprio adesso e dirle che è troppo per Sydney e che non posso più far parte della sua vita.

Ma che tipo di persona sarei? Sydney potrebbe amare un ragazzo che taglierebbe completamente qualcuno fuori dalla sua vita in quel modo?

E se Sydney mi avesse chiesto di farlo, se mi avesse chiesto di non parlare mai più con Maggie, che tipo di persona sarebbe stata, se la sua gelosia avesse vinto la diginità umana?

Lei non è quel tipo di persona. E non lo sono neanche io. Ecco perché siamo entrambi al buio, abbracciati mentre lei piange. Perché sappiamo cosa succederà alla fine stasera. Me ne andrò per assicurarmi che Maggie stia bene. E non sarà l’ultima volta perché Maggie probabilmente avrà bisogno di me, finché non sarà più necessario. E questo è un pensiero che non ho voglia di elaborare in questo momento.

So che ho cercato di fare il loro bene, ma non ho sempre avuto ragione. Una parte di me sente che questo è il karma. Sono stato costretto a ferire Sydney perché ho fatto del male a Maggie. E ferire una di loro ferisce me.

Sollevo la sua testa dal mio petto e la bacio, tenendole il viso tra le mani. Mi tiro indietro e la guardo dall’alto in basso. I suoi occhi sono tristi e le lacrime le stanno scendendo sulle guance. La bacio di nuovo e poi dico, “Vieni con me”.

Lei sospira e scuote la testa. “È troppo presto per quello, lei non mi vorrebbe lì.”

Le accarezzo i capelli e la bacio due volte sulla fronte. Fa un passo indietro e prende dalla tasca il suo telefono. Digita un messaggio, ma il mio telefono è ancora sul tavolo, quindi mi consegna il suo in modo da poter leggere il messaggio.

Sydney: Se vai, probabilmente piangerò fino ad addormentarmi. Ma lei è in ospedale, Ridge. Ed è tutta sola. Quindi se non vai, probabilmente piangerà anche lei fino ad addormentarsi.

Le scrivo una risposta.

Ridge: Le tue lacrime significano di più per me ora, Sydney.

Sydney: Lo so. E per quanto questa situazione faccia schifo e per quanto mi faccia male, il fatto che tu sia combattuto adesso perché non vuoi abbandonarla mi fa capire molto di più come sei di quello che già sapevo. Quindi vai, Ridge. Per favore. Starò bene fin quando tornerai da me.

Le restituisco il telefono e poi mi passo le mani tra i capelli. Mi scosto da lei e mi giro verso la porta, stringendomi la nuca. Cerco di tenermelo dentro, ma in tutti i miei ventiquattro anni, non ho mai sentito un amore così profondo da parte di nessuno. Non da Maggie. Certamente non dai miei genitori. E per quanto voglia bene a Brennan, non sono sicuro di aver mai ricevuto questo amore profondo nemmeno da mio fratello.

Sydney Blake, senza dubbio, mi ama più di quanto non sia mai stato amato. Lei mi ama più di quanto meriti e, in questo momento, più di quanto riesca a gestire.

Quando la guardo di nuovo, non mi interessa che mi abbia fatto piangere. Non mi interessa. La amo fottutamente. Vorrei che ci fosse un segno nella lingua dei sordi che possa esprimere il mio bisogno di stringerla più di quello che un abbraccio possa fare, ma non c’è. Quindi l’abbraccio e premo il mio viso tra i suoi capelli e dico, “Non merito la tua compassione. O il tuo cuore”.

****

Mi aiuta a fare i bagagli.

Devo assimilare il momento e rispettarlo per quello che è. La mia nuova ragazza mi sta aiutando a fare i bagagli in modo che possa andare ad assicurarmi che la mia ex-ragazza non sia sola in ospedale stanotte.

Per tutto il tempo in cui Sydney sta riempiendo il mio borsone, continuo a distrarla, a tirarla a me, a baciarla. Non penso di averla mai amata più di quanto la ami in questo momento. E anche se non sarò qui questa notte, la voglio nel mio letto. Prendo il suo telefono e scrivo un messaggio nell’app delle note.

Ridge: Dovresti restare qui stasera. Voglio sentire il tuo odore sul mio cuscino domani.

Sydney: Era già programmato. Devo ancora mangiare e poi pulirò la cucina per te.

Ridge: Posso pulire domani. Mangia, ma lascia il disordime. O potrebbe contribuire Bridgette finalmente.

Lei alza gli occhi con una risata dopo quel messaggio. Sappiamo entrambi che forzatura sarebbe. Torniamo nel soggiorno e Warren e Bridgette sono ancora al tavolo. Warren sta consumando il suo cibo con uno zaino appeso alla sedia. Bridgette è seduta di fronte a lui, a fissare il suo telefono. Quando alza lo sguardo, sembra un po’ scioccata dal fatto che Sydney ed io stiamo uscendo insieme dalla camera da letto. Immagino che non si aspettasse che finisse così amichevolmente.

“Pronto?”, mi segna Warren.

Annuisco e vado verso il tavolo per prendere il mio telefono. Warren ci gira intorno per dare un bacio a Bridgette, ma lei volta la faccia in modo che lui possa baciarla solo sulla guancia. Alza gli occhi al cielo e si raddrizza, afferrando lo zaino mentre si allontana dal tavolo.

“È arrabbiata con te?” segno.

Warren sembra confuso. Guarda Bridgette e poi me. “No. Perchè?”

“Si è rifiutata di darti un bacio.”

Lui ride. “Questo perché per salutarmi mi ha appena scopato.”

Lancio un’occhiata a Bridgette, che sta ancora guardando il suo telefono. Poi torno a guardare Warren. Lui sorride con un’alzata di spalle. “Siamo veloci.”

Bridgette alza lo sguardo dal suo telefono e lancia un’occhiataccia a Warren. Alza gli occhi al cielo e si allontana da me, verso la porta. “Devo cercare di smettere di parlare ad alta voce quando ti faccio i segni.” Sposta lo sguardo su Sydney e le dà un’occhiata. “Sei d’accordo con tutto questo?”, le chiede.

Sydney annuisce, ma poi entrambi guardano Bridgette. Bridgette inizia a parlare – il che è insolito – quindi torno a guardare Warren che segna tutto ciò che Bridgette sta dicendo.

“Prendi da me, Sydney,” dice lei. “Alcuni uomini arrivano con un bagaglio pesante, come cinque bambini e tre diverse madri. Ma il bagaglio di Ridge e Warren è solo un’ex-ragazza con cui a volte hanno dei pigiama party. Lasciali andare a giocare con la loro Barbie. Tu e io resteremo qui, ci ubriacheremo e ordineremo la pizza con la carta di credito di Warren. La pasta di Ridge fa schifo, comunque.”

Wow.

Sydney mi guarda con gli occhi spalancati. Non sono sicuro se abbia gli occhi spalancati perché Bridgette ha parlato così tanto o perché avrebbe potuto semplicemente invitare Sydney a uscire con lei. Entrambe le cose sono senza precedenti per Bridgette.

“Dev’esserci la luna piena”, dice Warren. Va verso la porta e la apre.

Guardo Sydney e le avvolgo un braccio attorno alla vita, tirandola contro di me. Abbasso la testa e premo la bocca sulla sua.

Lei mi bacia di rimando, spingendomi verso la porta. Le dico che la amo tre volte prima che finalmente riesca a chiudere la porta. E non appena arriviamo alla macchina di Warren, tiro fuori il mio telefono e le mando un messaggio mentre ci allontaniamo.

Ridge: Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, Ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, CAZZO. SYDNEY. TI. AMO.

 

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