Per tutti coloro che trovano l'amore tra le pagine di un libro

CAPITOLO 23: Maybe Now-Colleen Hoover

**CAPITOLO 23 (MAGGIE)**

Sono stata sgridata oggi.
 

È la prima volta che vedo la mia dottoressa da quando è uscita dalla mia stanza d’ospedale – proprio prima che io scappassi. La prima metà del mio appuntamento l’ho passata scusandomi con lei e promettendo di prendere le cose più seriamente d’ora in avanti. La seconda metà l’ho passata invece con diversi specialisti.

Quando hai la Fibrosi Cistica, non è salutare avere diversi specialisti e sedere in diverse sale d’attesa, quindi il team viene da te in un luogo centrale. È una delle cose che amo riguardo alla mia dottoressa e di cui non ho potuto avere tutti i benefici vivendo a San Antonio. Credo veramente che la mia salute sarà più facile da controllare ora che sono tornata ad Austin. Devo solo smettere di lasciare che la mia frustrazione per questa malattia vinca sul mio volere. Ed è difficile, perchè mi sento spesso frustrata.

 
Sono stata via gran parte del giorno, ma quando torno all’appartamento, sono sorpresa di vedere la macchina di Ridge. Lui è stato per la maggior parte della settimana da Sydney. Oggi è venerdì e io dovrei trasferirmi domani, ma è stato rimandato tutto a domenica. Sono sicura che Ridge sarà felice di riavere il suo letto.
 
Oppure no. Dubito che sia arrabbiato per aver dovuto trascorrere tutto questo tempo da Sydney.
 
Quando apro la porta della sala, sono entrambi sul divano. Ridge tiene un libro di fronte a sè, i suoi piedi appoggiati sul tavolino da caffè. Sydney è appoggiata a lui, a guardare le parole sulle pagine mentre lui legge ad alta voce.
 
Ridge sta leggendo. Ad alta voce.
 
Li fisso per un momento. Lui lotta con una parola e lei si fa guardare mentre la pronuncia per lui. Lo sta aiutando a pronunciare le parole ad alta voce. È un momento così intimo, che vorrei essere in qualsiasi altro posto quando chiudo la porta e guadagno l’attenzione di Sydney. Guarda in alto e si siede dritta, mettendo una piccola distanza tra lei e Ridge. Lo noto. E anche lui, perchè smette di leggere e segue lo sguardo di Sydney finchè non mi vede.
 
“Hey.” Sorrido e appoggio la borsa sul bancone.
 
“Ciao,” dice Sidney. “Come è andato il tuo appuntamento?”
 
Mi stringo nelle spalle. “Complessivamente è andato bene. Ma ho passato la maggior parte di esso ad essere sgridata.” Prendo una bottiglia d’acqua dal frigorifero e mi dirigo verso la camera da letto in cui sto. “L’ho meritato, penso.” Vado nella mia stanza e chiudo la porta. Mi accascio sul letto perchè è l’unica cosa che ho qui dentro. Non c’è nemmeno un armadio, nè una tv o una sedia. Solo io e un letto e una sala da pranzo in cui mi sento leggermente a disagio.
 
Non perchè Ridge è qui con Sydney. Onestamente non mi disturba vederli insieme. L’unica cosa che mi disturba nel vederli insieme è che mi ricorda me e Jake e sento un pizzico di gelosia per il fatto che non siamo io e Jake quelli che si abbracciano insieme su un divano da qualche parte. Sento che Ridge e Sydney sono fatti l’uno per l’altra in un modo simile in cui lo siamo anche io e Jake. O potremmo esserlo.
 
E’ interessante per me, guardando al passato, quanto eravamo sbagliati Ridge e io l’uno per l’altra. E non è affatto perché tutto è necessariamente sbagliato in noi come individui. Semplicemente non tiravamo fuori il lato migliore dell’altro. Non nel modo in cui lo fa Sydney. Cioè, lui è seduto sul divano, a leggere per lei. E lo sta facendo perchè in questo modo perfezionerà il suo linguaggio vocale. Questo è un lato di lui che non ho mai tirato fuori. O neanche incoraggiato. Abbiamo avuto delle conversazioni sul perchè lui non verbalizzasse, ma lui ha sempre scrollato le spalle e detto che non gli piaceva farlo. Non ho mai avuto una spiegazione più approfondita su questo.
 
Ricordo il giorno in cui ero in ospedale e ho trovato tutti i messaggi tra lui e Sydney. Non li ho letti tutti in quel momento perchè onestamente non volevo farlo. Ero ferita e un po’ accecata. Ma quando sono tornata a casa, l’ho fatto. Più di una volta. E la conversazione che più mi ha ferito è stata quella in cui Ridge spiegava a Sydney da dove la band Sounds of Cedar ha preso il nome.
 
La ragione per cui mi ha ferito così tanto è perchè ho realizzato che, in tutti gli anni in cui ci siamo frequentati, non avevo mai chiesto nemmeno una volta a Ridge da dove venisse il nome della band. E grazie a questo, non ho mai saputo esattamente quanto lui avesse fatto per Brennan quando erano piccoli.
 
C’erano molte cose che avevo letto e che, di fatto, non avrei mai voluto leggere tra loro due. Tra tutti i messaggi di iMessage e tutti quelli di Facebook, mi sono seduta lì per ore a leggere. Ma leggere tutto ciò mi ha anche reso tutto molto chiaro. C’era scritto molto di più riguardo a Ridge di quello che conoscevo. C’erano cose che aveva condiviso con Sydney nonostante il breve periodo di conoscenza con lei che non aveva mai condiviso con me in sei anni.
 
E non perchè Ridge mi nascondesse cose su di lui o sul suo passato, o mentisse a riguardo. È solo che c’erano cose che riguardavano entrambi per cui non abbiamo mai scavato abbastanza in profondità da conoscerle. Mi sono resa conto che forse non avevamo condiviso quelle cose perché per noi erano sacre. E condividi le cose veramente sacre solo con le persone che ti raggiungono a quel livello più profondo.
 
Non ho raggiunto Ridge al livello in cui l’ha fatto Sydney. E Ridge non lo ha fatto con me.
 
La sua connessione con lei attraverso i messaggi era qualcosa che non avevo mai sperimentato con lui. Alla fine avevo deciso di porre fine alla nostra relazione a causa della loro connessione. Non perché l’avessero creata… ma perché io e Ridge non l’avevamo mai fatto.
 
Le persone dovrebbero tirare fuori il meglio l’una dall’altra. Io non ho tirato fuori il meglio di Ridge. Lui non ha tirato fuori il meglio di me. Ma vedere Sydney sul divano insieme a lui in questo momento, ad aiutarlo… lei tira fuori il meglio di lui.
 
Ho notato come si è un po’ allontanata da lui quando si è resa conto che ero nella stanza con loro. Mi dà fastidio sapere che sentiva il bisogno di farlo. Voglio che lei sappia che il loro affetto fisico non è qualcosa che dovrebbero sentirsi obbligati a nascondere a causa mia. In realtà, in un modo strano, mi piace vedere quanto si apprezzano a vicenda. Mi dà una garanzia maggiore che ho fatto la scelta giusta non permettendo a Ridge di usare la mia malattia come una ragione per stare con me.
 
Mi alzo e ritorno in salotto. L’unica cosa che può alleviare l’imbarazzo quando siamo tutti in una stanza insieme è costringerci a stare insieme in una stanza ancora di più. Nascondermi nella mia camera non ci porterà da nessuna parte.
 
Purtroppo, Ridge non è più sul divano con Sydney quando torno nel soggiorno. Lei è in cucina, a rovistare in un armadietto. Ridge non è più nella stanza.
 
Vado al bancone e mi siedo, guardando Sydney. “Che cosa fate domani?” le chiedo.
 
Si gira, sorpresa dalla mia presenza. La sua mano è sopra il suo cuore. “Mi hai spaventata.” Ride e chiude lo sportello. “Penso che tutti avessimo programmato di aiutarti a trasferirti domani, quindi la giornata è libera ora che non ti trasferirai fino a domenica.”
 
“Cosa intendi con tutti noi? Anche Warren è libero domani?”
 
Lei annuisce. “Anche Bridgette, anche se non credo che avrebbe davvero aiutato con il trasloco.”
 
Rido. “Sarei rimasta scioccata se lo avesse fatto.”
 
“Vero, perché me lo chiedi?” dice Sydney. “Hai qualcosa in mente?”
 
Mi stringo nelle spalle. “Niente di specifico, ho solo pensato… non lo so, forse sarebbe bello per tutti noi se passassimo più tempo insieme… ora che… beh…”
 
Sydney annuisce come se pensasse la stessa cosa. “Ora che le dinamiche sono cambiate ed è tutto dannatamente strano?”
 
“Sì. Quello.”
 
Sydney ride e poi si sporge in avanti sul bancone pensierosa. “Forse potremmo fare quella cosa della caverna, a Georgetown.
 
“Stavo pensando più a qualcosa per pranzo”, ammetto. “Non mi aspetto che voi ragazzi trascorriate l’intero sabato con me.”
 
“Le caverne sembrano davvero divertenti, però.”
 
Piego la testa, osservandola per vedere un segnale che lo sta dicendo solo per essere educata. A volte sembra troppo carina e troppo accomodante, al punto che mi rende sospettosa. Ma non ottengo altro che una sensazione autentica da lei. Forse alcune persone semplicemente non si abbassano agli stessi livelli di gelosia come fanno gli altri. Come se Sydney potesse percepire il sospetto nella mia espressione, continua a parlare.
 
“Ricordi la sera del compleanno di Warren?” chiede.
 
Annuisco. “Intendi la sera in cui pensavo che il tuo reggiseno fosse carino e stupidamente volevo che Ridge lo vedesse?”
 
Sydney si irrigidisce un po’. “Quella sera”, conferma. Si guarda le mani, strette sul bancone di fronte a lei. “Mi sono divertita molto con te quella sera, Maggie, l’ho fatto davvero, allora pensavo che ci sarebbe stata la possibilità di diventare amiche e mi ha emozionato perché avevo davvero bisogno di un’amica dopo quello che Tori mi aveva fatto. Ma poi ho rovinato quell’opportunità quando ho infranto il codice tra ragazze e baciato il tuo ragazzo.” Mi guarda. “Ho sempre odiato aver rovinato quella che davvero credevo potesse essere una buona amicizia tra noi. E ora, mesi dopo, eccoci di nuovo qui. E per qualche motivo, mi stai porgendo un ramo d’ulivo. Quindi sì, il ‪pranzo di domani‬ sembra ottimo. Ma voglio anche vedere davvero le grotte, quindi se riesci a trovare in te stessa il modo per porgere un intero albero d’ulivo, allora penso che sarà divertente. “
 
Sembra nervosa mentre aspetta la mia risposta. Non le faccio aspettare a lungo perché non voglio che si senta nervosa. O goffa o colpevole o qualsiasi altra cosa questa ragazza non meriti di provare. Le sorrido. “Non hai rovinato nulla infrangendo il codice tra ragazze, Sydney.”
 
Le mie parole la fanno sorridere. “Scommetto però che non porterai più ragazzi intorno a me. Capirò perfettamente.”
 
“Ho chiuso con i ragazzi,” dico ridendo. “Soprattutto dopo quello che ho fatto all’ultimo.”
 
Il sopracciglio di Sydney si alza per la curiosità e all’improvviso mi rendo conto di aver parlato più di quanto avrei dovuto. Non voglio parlare di Jake, ma basandomi sullo sguardo che mi sta rivolgendo in questo momento, capisco che vuole dei dettagli.
 
“È la tua avventura di una notte?”
 
Annuisco. Sono stata sinceramente sorpresa che non me lo abbia chiesto quando ha modificato la mia lista dei desideri l’altro giorno. “Sì. Il suo nome è Jake. Sono andata fuori di testa con lui.”
 
“Perché?”
 
“Mi ha preparato la colazione.”
 
Sydney mi lancia uno sguardo di finto orrore. “Oh, come ha osato”, dice.
 
Rido per il suo sarcasmo e poi mi copro il viso con le mani. “Lo so, lo so, Sydney, e ho provato a rimediare un paio di giorni dopo, ma poi sono finita in ospedale e ho scoperto che ha un bambino e non lo so… a quel punto mi sono sentita stupida a provare ad inseguirlo.”
 
“Perché? Perché odi i bambini?”
 
“No, niente affatto, ero nella mia stanza d’ospedale e lo sentivo parlare al telefono con suo figlio e tutto sembrava così reale in quel momento. Come se non solo questo ragazzo – che è davvero fantastico, intelligente e divertente – entrasse nella mia vita, ma ne facesse parte anche suo figlio che sembrava un bravo ragazzino e io… mi sono spaventata. “
 
“Di cosa?”
 
Sospiro. Questa è una bella domanda, perché anche io sono confusa sul motivo per cui ho continuato a spingerlo via. “Penso che le mie paure mi abbiano colpito da qualche parte lungo il cammino. Mi sono detta che non volevo spezzargli il cuore o diventare il suo fardello.”
 
Ma in tutta onestà, sono più spaventata che lui spezzerà il mio. L’ho capito quando mi sono resa conto di quanto mi piacesse che forse la maggior parte delle persone non si impegna come Ridge e non è disposta a sopportare ciò che una relazione con me comporterebbe. Ero terrorizzata dal fatto che sarebbe finito per essere l’unico ad andarsene, così l’ho fatto io per prima. Forse non volevo che le cose con lui finissero male. Non lo so. Metto in discussione la mia scelta ogni singolo giorno. “
 
Sydney mi guarda in silenzio per un momento. “Se ne avessi la possibilità, sapendo che la tua relazione con Ridge è finita, vorresti riavere indietro i sei anni che hai passato con lui?”
 
Non ho nemmeno bisogno di un secondo per risponderle. Scuoto la testa. “No. Certo che no.”
 
Sydney alza le spalle consapevolmente. “Se le cose sono finite male tra te e questo ragazzo, Jake, dubito che tu possa rivolere indietro anche il tempo che hai passato con lui. Non dovremmo far ruotare le nostre vite attorno ai possibili finali. Dovremmo farle ruotare attorno alle esperienze che portano alla fine.”
 
Restiamo in silenzio per un po’.
 
Le sue parole rimangono con me. Aggrappate a me. Assorbite nella mia pelle.
 
Ha ragione. E mentre il mio obiettivo era cercare di vivere la vita senza focalizzarmi sul finale, è esattamente ciò a cui torno sempre. Soprattutto quando si tratta di Jake. Non so perché mi sto dicendo che non posso fare entrambe le cose: vivere la mia vita al massimo e permettermi di vivere un’altra relazione. Non è che posso avere l’una e non l’altra.
 
“Forse dovresti dargli un’altra possibilità,” suggerisce Sydney.
 
Lascio cadere la testa indietro con un sospiro. “Questo povero ragazzo,” dico. “Gli darò un colpo di frusta per quanto ho fatto avanti e indietro con lui.”
 
Sydney ride. “Beh, assicurati di andare avanti con lui d’ora in poi e non tornare indietro.”
 
Faccio un respiro profondo e poi mi alzo. “Ok, lo chiamerò.”
 
Sydney sorride e cerco di ignorare il mio nervosismo mentre torno in camera da letto. Prendo il telefono e apro la rubrica. La mia mano inizia a tremare mentre seleziono il suo numero. Mi appoggio alla porta della mia camera e chiudo gli occhi dopo aver premuto il numero e messo il telefono in vivavoce.
 
Suona due volte e poi viene immediatamente trasferito alla segreteria telefonica.
 
Mi ha semplicemente inserito la segreteria telefonica.
 
E’ il colpo di grazia, ma che probabilmente mi merito. Aspetto la sua voce.
 
“Ciao, hai chiamato il dottor Jacob Griffin. Per favore, lascia un messaggio dettagliato e ti richiamerò non appena sarò disponibile.”
 
Aspetto il segnale acustico. E poi balbetto.
 
“Ehi, Jake. Sono Maggie. Carson. Ehm… chiamami se puoi, o se vuoi, piuttosto, se no, capisco, io… sì. Okay. Ciao.”
 
Non appena riaggancio, gemo e poi mi lascio cadere sul materasso. Non posso credere che mi abbia reindirizzato alla segreteria telefonica. Ma poi, ci credo. E ora l’unica cosa che può fargli cambiare idea è un nervoso, imbarazzante messaggio vocale che probabilmente sta ascoltando proprio ora.
 
Mi crogiolo nell’autocommiserazione per qualche istante, ma poi mi alzo dal letto e vado in soggiorno.
 
Sydney è ancora al bancone, ma Ridge è tornato nella stanza. Le sta mostrando qualcosa sul suo telefono, ma Sydney mi rivolge la sua attenzione non appena esco dalla mia camera da letto. Rispondo alla sua curiosità.
 
“Mi ha reindirizzato alla segreteria telefonica.”
 
Lei fa una smorfia. “Oh, forse è occupato?”
 
Scuoto la testa e cado sul divano, fissando il soffitto. “O forse si rende conto di quanto io sia fuori di testa per averlo buttato fuori da casa mia prima che finisse di cucinare la pancetta.”
 
“Sì, potrebbe essere una possibilità”, dice Sydney.
 
Mi metto un braccio sulla faccia e cerco di inventare tutte le ragioni per cui Jake non è degno di questo rammarico.
 
Non mi viene in mente nulla. È assolutamente degno del mio rammarico.
 
***
 
Sono passate due ore. Ho fatto una doccia, messo il pigiama e ho guardato il mio telefono cinquemila volte. Ridge è andato a prendere la cena per tutti. Bridgette e Warren sono qui ora e sono effettivamente seduti sul divano con me. Warren è nel mezzo e Bridgette è a fianco a Warren sul lato opposto. Sto giocando a Toy Blast sul mio telefono, ma non perché sia interessata al gioco. Sono solo ossessionata dal guardare lo schermo ora. In attesa. Sperando.
 
“Istinti Lesbo?” chiede Warren.
 
“Neanche lontanamente”, risponde Bridgette.
 
Lancio un’occhiata a lui, chiedendomi perché diavolo continui a far spuntare fuori strani titoli che sembrano porno. Sta scorrendo una lista sul suo telefono.
 
“Ragazze a Bali?”
 
Bridgette in realtà ride su quello. “Se dovessi andare a Bali a filmare un porno, non lavorerei da Hooters”.
 
Warren si gira verso di lei. “Aspetta,” dice. “Da quanto tempo lavori da Hooters? È un porno relativo a Hooters?”
 
Ok, ora li fisso entrambi. Di cosa diavolo stanno parlando?
 
Sydney è al tavolo della cucina a fare dei compiti. Apparentemente percepisce la mia confusione perché mi dà una spiegazione. “Bridgette ha baciato una ragazza in un film porno e si rifiuta di dire il titolo a Warren in modo che lui possa guardarlo: è diventata la sua missione di vita”.
 
Wow. “Questo spiega così tanto”, dico.
 
Warren mi guarda. “Quanti film porno pensi che vengano filmati ogni anno?”
 
Mi stringo nelle spalle. “Non saprei nemmeno come fare una supposizione.”
 
“Un sacco. Ecco quanti”.
 
Annuisco e poi torno a Toy Blast. Non voglio neppure pensare a quanti porno Warren sia stato costretto a guardare.
 
Bussano alla porta prima che si apra. Brennan entra e io salto sù immediatamente, entusiasta di vederlo. Penso di non averlo più visto dalla festa di compleanno di Warren.
“Maggie?” Immediatamente mi avvolge le braccia attorno e mi abbraccia, poi mi mette le mani sulle spalle, tenendomi a distanza di un braccio. “Che stai facendo qui?”
 
Agito la mano verso la vecchia camera da letto di Bridgette. “Rimango qualche giorno finché il mio appartamento non sarà pronto.”
 
Lui scuote la testa. “Appartamento? Dove? Qui?” La sua confusione è genuina. Mi sorprende che Ridge non gliel’abbia detto. Getta uno sguardo al tavolo e vede Sydney.
Mi lascia le spalle e fa un passo indietro, osservandomi. Quindi si guarda intorno. “Dov’è Ridge?”
 
“È andato a prendere la cena”, dice Warren. “Tacos. Gnam Gnam”.
 
Torno al divano e riprendo il mio posto e controllo immediatamente il telefono per le chiamate perse, anche se la suoneria è accesa. Niente. Guardo di nuovo verso Brennan che si sta grattando la testa confuso. Si sta letteralmente grattando la testa. Mi fa ridere.
 
“Ti stai trasferendo nello stesso complesso di Ridge?” chiede. Poi guarda Sydney. “E tu sei d’accordo con questo?” Mi guarda. “Che cosa sta succedendo?”
 
Guardo Sydney e lei sta combattendo un sorriso. “Benvenuto alla maturità, Brennan”, dice Sydney.
 
“Petti di fardello?” Chiede Warren a Bridgette. Lo guardiamo tutti. Si stringe nelle spalle innocentemente. “Ehi, non sono io quello maturo. Non guardatemi.”
 
Ridge entra nella stanza con i tacos e Brennan dimentica immediatamente lo strano accordo che lo ha gettato nella confusione e Warren è lontano dal divano con in mente una sola cosa che non ha nulla a che fare con i film porno.
 
I tacos possono alleviare praticamente qualsiasi problema. Ne sono sicura adesso.
 
Mi sto riempiendo il piatto quando il mio telefono inizia a squillare. È dalla parte opposta del soggiorno. “Oh, mio Dio”, sussurro.
 
Sydney è in piedi accanto a me. “Oh, mio Dio”, dice.
 
Mi precipito in salotto. Il nome di Jake lampeggia sullo schermo. Guardo Sydney, con gli occhi spalancati. “È lui.”
 
“Rispondi!” urla.
 
Guardo in basso sullo schermo.
 
“Chi è?” chiede Bridgette.
 
“Un ragazzo che piace a Maggie. Non pensava che avrebbe richiamato. “
 
Guardo Bridgette che ora mi guarda con aspettativa. “Bene, rispondi,” dice, indicando il mio telefono, infastidita da me.
 
“Maggie, rispondi!” dice Sydney. Adoro che risulti tanto nervosa quanto lo sono io.
 
Ingoio i nervi, mi schiarisco la gola e poi faccio scivolare il dito sullo schermo. Cammino verso la camera da letto, m’infilo dentro e chiudo la porta.
 
“Pronto?” Non importa che mi sia schiarita la gola prima di dirlo. La mia voce trema ancora per il nervosismo.
 
“Ciao.”
 
Lascio cadere la testa contro la porta della camera da letto quando sento la sua voce. Lo sento in ogni parte di me.
 
“Scusa se ti ho messo in contatto con la segreteria telefonica prima”, dice. “Ero in riunione, ho dimenticato di mettere in silenzioso il mio telefono”.
 
La sua ammissione mi fa sorridere. Almeno non era perché era seccato che io chiamassi.
 
“Va tutto bene,” dico. “Come stai?”
 
Lui sospira. “Bene. Sto bene. Tu?”
 
“Anche io, mi sono trasferita ad Austin alcuni giorni fa, quindi sono stata occupata.”
 
“Ti sei trasferita?” chiede, non aspettandosi quella risposta da me. “È…un peccato.”
 
Mi avvicino al letto e mi siedo. “Non proprio. Ho una regola contro l’uscire con qualcuno con lo stesso codice postale, quindi è una buona cosa. Evita che le cose si facciano opprimenti.”
 
Lui ride. “Maggie, sono troppo impegnato per essere opprimente, anche se vivessimo nella stessa strada.”
 
“Non penso che tu possa aiutare ma sii un po’ opprimente, Jake. Abbiamo fatto sesso, non sei affatto deludente”.
 
Mi aspetto che rida, ma non lo fa. La sua voce è tranquilla quando dice, “Sono felice che tu abbia chiamato”.
 
“Anch’io.” Mi sdraio sul mio letto, premendomi una mano sullo stomaco. Non sono stata così nervosa di parlare con un ragazzo da… mai. Non so come elaborare tutte le cose che la sua voce fa al mio stomaco, quindi premo semplicemente la mia mano contro di esso come se ciò potesse in qualche modo calmare la tempesta che si scatena dentro di me.
 
“Non posso parlare a lungo”, dice. “Sono ancora al lavoro, ma voglio dire qualcosa prima di andare.”
 
Faccio un respiro silenzioso, preparandomi all’impatto del suo rifiuto. “Okay”, sussurro.
 
Sospira pesantemente. “Sento che non sai quello che vuoi, accetti di uscire con me, ma al nostro appuntamento mi dici che non vuoi vedermi per una seconda volta, ma poi abbiamo un’intera notte di sesso incredibile. Poi mi cacci via il mattino dopo, prima ancora che finisca di prepararti la colazione. Qualche giorno dopo vieni nel mio ufficio, poi mi freddi lo stesso giorno all’ospedale. Ora mi hai lasciato un messaggio vocale. Non sto chiedendo altro se non un po’ di coerenza. Anche se quella coerenza è d’accordo nel non parlare mai più. Ho solo… ho bisogno di coerenza. “
 
Chiudo gli occhi, annuendo tra me e me. Ha ragione. Ha ragione, sono sorpresa che mi abbia persino richiamata. “Posso rispettarlo e posso dartela.”
 
Non dice nulla per un momento. Mi piace il silenzio. È quasi come se potessi sentirlo di più nella quiete. Passa quasi mezzo minuto senza che nessuno di noi dica una parola. “Volevo chiamarti tutti i giorni.”
 
Quelle parole mi fanno corrugare la fronte più che sorridere, perché so esattamente cosa sta provando e non mi sento bene a farlo sentire in questo modo. “Volevo scusarmi con te ogni giorno”, ammetto.
 
“Non devi scusarti per niente”, dice. “Sei una donna che sapeva di non volere una relazione con nessuno, ma poi mi hai incontrato e abbiamo passato una notte così bella che i tuoi sentimenti ti hanno confusa. Mi piace essere stato il tipo che ha causato un intoppo nel tuo piano.”
 
Rido. “Hai un modo davvero unico di vedere la mia estrema indecisione. Mi piace.”
 
“Sapevo che ti sarebbe piaciuto. Ascolta, devo andare”, dice. “Vuoi che ti chiami stasera?”
 
“In realtà… sei occupato domani?”
 
“Ho una conferenza in ospedae a cui devo partecipare ‪domani. Dalle otto alle dieci‬. Ma dopo sono libero.”
 
“Sei libero per tutto il giorno?”
 
“Tutto il giorno”, dice.
 
Non penso di aver mai chiesto un appuntamento a un ragazzo prima d’ora. Questa potrebbe essere la prima volta. “Domani vado con alcuni amici a Georgetown. All’Innerspace Cavern. Puoi venire se vuoi. Oppure potremmo fare qualcosa dopo, se pensi che andare a vedere le caverne con persone che non hai mai visto prima sia un po’ strano “.
 
“Non sarà strano se ci sei tu. Posso essere ad Austin a mezzogiorno al massimo.”
 
Sto sorridendo come un idiota. “Okay, ti scrivo l’indirizzo.”
 
“Okay”, dice. Posso quasi sentire il sorriso anche nella sua voce. “Ci vediamo domani, Maggie.”
 
Fisso il telefono dopo aver terminato la chiamata, sfiorando il mio sorriso con le dita. Come riesce a farmi provare così tanti sentimenti, anche al telefono?
 
Torno in salotto e tutti sono a tavola a mangiare. Mi guardano. Sydney si ferma a metà di masticare, aspettando che le dica cosa è successo. Vado in cucina e prendo due tacos da un sacchetto.
 
“Potremmo dover prendere due macchine domani, così c’entreremo tutti.”
 
È tutto ciò che dico, ma quando guardo verso Sydney, lei sta sorridendo.
 
Anche Bridgette, ma il suo sorriso è un po’ più sinistro. “Questo dovrebbe essere divertente. Un nuovo giocattolo scintillante da rompere per Warren.”
 
Guardo Warren. Poi di nuovo Bridgette. Jake passerà la giornata con questi due domani. Tutto il giorno.
 
A cosa stavo pensando?

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