Per tutti coloro che trovano l'amore tra le pagine di un libro

CAPITOLO 3: Maybe Now-Colleen Hoover

PROLOGO

**CAPITOLO 3 (RIDGE)**

Apro gli occhi e fisso il soffitto. Il mio primo pensiero è Sydney. Il secondo è che non riesco a credere di essermi addormentato sul divano a metà pomeriggio.

La scorsa notte ho dormito a malapena, comunque. In realtà, ho dormito a malapena per l’intera settimana appena trascorsa. Ero così ansioso in vista dello show di ieri sera che avevo pianificato per Sydney, non sapendo come avrebbe reagito. E dopo che aveva reagito meglio di come mi aspettavo ed eravamo finiti a casa sua, non riuscivo ancora a dormire perchè non riuscivo a smettere di mandare a Brennan dei messaggi con i testi delle canzoni. Da ieri sera ha abbastanza materiale per poterci fare almeno tre canzoni.

Quando stamattina ho lasciato l’appartamento di Sydney, il mio piano era quello di tornare a casa e portarmi in pari con un po’ di lavoro, ma non riuscivo a concentrarmi su niente perchè ero troppo esausto. Alla fine mi sono sdraiato sul divano e ho messo Game of Thrones. Sono probabilmente l’ultima persona ad aver iniziato la serie, ma Warren ha tentato di farmela recuperare per mesi. Lui era arrivato alla terza stagione e io avevo visto solamente i primi tre episodi della prima e mi ero addormentato.

Mi chiedo se Sydney l’abbia vista. In caso contrario, potrei iniziarla da capo e guardarla con lei.

Prendo il mio telefono e vedo che ho due messaggi non letti da parte di Warren, uno di Maggie, uno di Brennan e uno di Sydney. Per prima cosa leggo quello di Sydney.

Sydney: Ho ascoltato la canzone. Mi ha fatta piangere. È davvero bella, Ridge.

Ridge: Credo tu sia di parte perchè sei innamorata di me.

Mi risponde immediatamente.

Sydney: No. La amerei anche se non ti conoscessi.

Ridge: Non fai bene al mio ego. A che ora arrivi?

Sydney: Sono per strada. Ci saranno anche Warren e Bridgette?

Ridge: Sono quasi certo che lavorino stasera.

Sydney: Perfetto. Ci vediamo presto.

Chiudo la conversazione con Sydney e apro i messaggi di Warren.

Warren: Brennan mi ha mandato la nuova canzone. Mi piace.

Ridge: Grazie. Ho iniziato Game of Thrones oggi. Mi piace.

Warren: ERA ORA CAZZO! Sei già arrivato all’episodio dove decapitano Stark davanti alle figlie?

Mi premo il telefono sul petto e chiudo gli occhi. A volte lo odio. Lo odio davvero.

Ridge: Sei un fottuto stronzo.

Warren: Amico, è l’episodio migliore!

Lancio il telefono sul tavolino e mi alzo. Vado in cucina e apro il frigorifero per provare a cercare qualcosa con cui vendicarmi di lui. Spero che Warren stesse scherzando. Ned Stark? Sul serio, George?

C’è un pezzo di uno dei formaggi sofisticati di Bridgette nel cassetto. Lo tiro fuori e apro la confezione. È un qualche formaggio bianco con eleganti pezzetti di spinaci o cose simili all’interno. Puzza di merda, ma una volta tolto l’involucro sembra un’elegante saponetta. Lo porto nel bagno di Warren, tolgo la sua saponetta dalla doccia e la rimpiazzo con il formaggio.

Ned viene decapitato? Giuro su Dio, se succede davvero butterò via la televisione.

Quando torno in sala da pranzo, il mio telefono si illumina sul tavolino. È un messaggio da parte di Sydney, che dice di aver appena parcheggiato. Vado alla porta e la apro, poi scendo le scale. Lei sta salendo, e non appena vedo il sorriso sul suo viso, mi dimentico della decapitazione che prego sia solo un orrendo scherzo da parte di Warren.

Ci incontriamo a metà scala. Ride per la mia impazienza quando la spingo contro il corrimano e la bacio.

Dio, la amo. Giuro, non so cos’avrei fatto se ieri sera non mi avesse fatto il segno di “quando”. Sono sicuro che sarei ancora seduto su quel palco, a suonare ogni canzone triste che mi fosse venuta in mente mentre bevevo fino all’ultima goccia di alcol presente in quel bar.

Ma non solo il peggior scenario possibile non era accaduto. Era accaduto il miglio scenario possibile. Lei l’aveva amato e amava me ed eccoci qui, insieme, in procinto di passare una noiosa serata nel mio appartamento a fare niente se non mangiare cibo da asporto e guardare la tv.

Mi scosto da lei mentre si allunga a togliermi del lucidalabbra dalla bocca.

“Hai mai visto Game of Thrones?” le chiedo.

Scuote la testa.

“Vorresti farlo?”

Annuisce. Le prendo la mano e saliamo insieme le scale. Quando entriamo in casa, lei va un attimo in bagno e io prendo il mio telefono. Apro il messaggio non letto di Maggie.

Maggie: Sì! L’ho saputo ieri. Ho preso 5!

Ridge: Perchè non sono sorpreso? Congratulazioni! Spero tu stia facendo qualcosa per festeggiare.

Maggie: L’ho fatto! Sono andata a lanciarmi con il paracadute oggi!

Paracadute? Spero stia scherzando. Lanciarsi con il paracadute è l’ultima cosa che dovrebbe fare. Non farebbe bene ai suoi polmoni. Inizio a risponderle, ma mi fermo a metà messaggio. Questa è la cosa che più non le piace di me. La mia costante preoccupazione. Devo smetterla di stressarmi sulle cose che fa che potrebbero peggiorare la sua situazione. È la sua vita e si merita di viverla come vuole.

Cancello la mia risposta. Quando alzo gli occhi dal telefono, Sydney è in piedi vicino al frigo, e mi sta guardando. “Stai bene?” chiede.

Mi raddrizzo e metto il telefono in tasca. Non voglio parlare di Maggie in questo momento, quindi sorrido e tengo l’argomento per un’altra volta. “Vieni qui,” le dico.

Sorride e cammina verso di me, facendo scivolare le braccia attorno alla mia vita. La attiro a me. “Com’è andata la tua giornata?”

Il suo sorriso si allarga. “In maniera eccellente. Il mio ragazzo mi ha scritto una canzone.”

Premo le labbra sulla sua fronte, poi con il pollice le prendo il mento, alzandole il viso verso di me. Non appena inizio a baciarla, lei mi prende la maglietta e inizia a indietreggiare verso la mia camera da letto. Non interrompiamo il bacio finchè lei non si lascia cadere sul mio letto e io le salgo sopra.

Ci baciamo per diversi minuti con i vestiti addosso, cosa che vorrei correggere, ma è piacevole. Non ci siamo esattamente innamorati nel solito classico modo, quindi siamo passati da un bacio che aveva riempito settimane di rimorsi, ad un periodo forzato di tre mesi senza nessun tipo di comunicazione, a una serata passata a baciarci e fare l’amore. Non eravamo niente e poi all’improvviso eravamo tutto. In un certo senso è bello andarci con calma adesso. Voglio passare il resto della notte solo a baciarla perchè ho pensato di farlo in questo modo per tre mesi interi.

Mi fa stendere sulla schiena e poi si lascia scivolare su di me, interrompendo il bacio. I capelli le ricadono sul viso, quindi si muove per spostarli dietro la sua spalla. Mi bacia leggermente sulla bocca e poi si mette a sedere, a cavalcioni su di me, così mi può fare i segni.

“Dalla scorsa notte sembra…” si ferma, facendo fatica a mimare il resto, quindi lo dice a voce. “Sembra sia passata una vita.”

Annuisco in accordo e poi alzo le mani per insegnarle a fare il segno di “una vita”. Lo dico ad alta voce mentre lei fa i segni. Quando lo fa nel modo corretto, annuisco e le mimo, “Ottimo lavoro.”

Si lascia cadere accanto a me e si appoggia su un gomito. “Qual è il segno per la parola sordo?”

Faccio il movimento, strisciando la mano attraverso la mia mandibola e poi verso la bocca.

Lei si porta il pollice dall’orecchio al mento. “Così?”

Scuoto la testa per farle capire che l’ha fatto nel modo sbagliato. Mi appoggio su un gomito, poi le prendo la mano per rimettere via il pollice e raddrizzare il dito indice. Lo premo sul suo orecchio e lo faccio scorrere sopra la mandibola, verso la bocca. “Così”, le dico. Ripete il gesto per la parola sordo alla perfezione. Mi fa sorridere. “Perfetto.”

Si lascia ricadere sul cuscino e mi sorride. Amo il fatto che abbia studiato la lingua dei segni nei tre mesi in cui siamo stati separati. Per quanto sia arrabbiato con Warren per avermi rovinato Game of Thrones, non sarò mai in grado di ripagarlo per aver aiutato me e Sydney a imparare a comunicare senza tutte quelle barriere. È davvero un buon amico quando non si comporta da completo imbecille.

Lei ha imparato la lingua dei segni davvero in fretta. Ogni volta che mi fa il gesto di qualcosa, sono sempre più impressionato. Mi fa venire voglia di farle mimare qualsiasi cosa d’ora in avanti e mi fa venire voglia di dare voce a tutte le parole che non le ho mai detto.

“Tocca a me”, dico. “Come fai il suono che fanno i gatti?”

Ci sono ancora tante parole che non capisco, e i suoni animali sono un enorme parte. Forse faccio fatica a capire come dovrebbe essere il suono perchè è impossibile leggere le labbra quando il suono arriva da un gatto o da un cane.

“Intendi meow?” chiede.

Annuisco e premo le dita sulla sua gola così posso percepire la sua voce quando lo dice. Ripete la parola così posso sentirla, e poi le rivolgo il mio miglior tentativo. “Me…oh?”

Scuote la testa. “La prima parte suona come…” Mi fa il segno della parola me.

“Me?”

Annuisce. “La seconda parte…” Alza le mani per segnare le lettere Y, O e W mentre le dice a voce alta di nuovo. Tengo il palmo premuto sulla sua gola.

“Di nuovo”, dico.

Pronuncia lentamente. “Me…yow.”

Amo il modo in cui le sue labbra formano un cerchio alla fine del suono. Mi chino a baciarla prima di provare a parlare di nuovo e cercare di riprodurlo. “Me…yow.”

Fa un largo sorriso. “Meglio.”

Lo dico più veloce. “Meow.”

“Perfetto.”

Inizio a chiederle perchè Meow sia usato in certi casi, ma mi dimentico di quanto sia nuova ai segni e i suoi occhi si allargano pieni di confusione mentre cerca di seguire le mie mani. Mi chino su di lei, prendo il telefono e digito la domanda.

Ridge: Perchè la parola MEOW alcune volte è usata per descrivere qualcosa di sexy? Fa un suono sexy quando viene pronunciata?

Lei ride e le sue guance si arrossano un pochino quando dice, “Molto.”

Lo trovo interessante.

Ridge: È sexy anche quando una persona abbaia come un cane?

Scuote la testa. “No. Per niente.”

La lingua Inglese è così complicata. Ma amo impararla da lei. È la prima cosa che mi ha attirato di lei oltre all’attrazione fisica. La sua pazienza con la mia incapacità di sentire e la sua smania di sapere e conoscere tutto. Non ci sono molte persone come lei in questo mondo e ogni singola volta che mi parla con i segni, mi fa ricordare quanto sono fortunato.

La attiro più vicino e mi chino sul suo orecchio. “Meow.” Quando mi allontano, non sta più sorridendo. Mi sta guardando come se fosse la cosa più sexy che abbia mai sentito. Conferma i miei pensieri facendo scivolare le dita tra i miei capelli e attirando la mia bocca sulla sua. Mi rotolo sopra di lei e le dischiudo le labbra con la lingua. Proprio mentre sto approfondendo il bacio, sento la vibrazione del suo gemito e sono spacciato.

E lo stesso vale per i nostri vestiti. Alla faccia dell’andarci piano stasera.

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